Viterbo capitale della Tuscia: Etruschi, Maremma, borghi, nobiltà e sapori unici - Agriescape

Viterbo capitale della Tuscia: Etruschi, Maremma, borghi, nobiltà e sapori unici

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L’area viterbese, in antichità Tuscia, presidia l’area settentrionale del Lazio, spaziando dai Monti Cimini fino a degradare sul Tirreno, occupando l’ultimo lembo di Maremma. La vicinanza a Roma ha per certi aspetti penalizzato un territorio relegandolo a mero luogo di transito verso la città eterna. Eppure la Tuscia è uno scrigno incredibile: si pensi soltanto alle testimonianze etrusche che  qui abbondano come in nessuna altra parte dello stivale. Si pensi ancora ad una storia più recente dove Papi e nobile casate (Farnese e Colonna tanto per citare i più conosciuti blasoni) hanno qui lasciato segni del proprio potere e splendore secolare. Ma quello che ai più sfugge è la straordinaria “costellazione” di borghi medievali che si inerpicano sugli speroni tufacei:  non a caso è stato coniato il termine “borghi presepi” per fermare l’immagine di aggregati in cui il tempo non ha inflitto ingiurie (Civita di Bagnoregio, Corchiano, Sutri, Vetralla, Bolsena, Capranica, Caprarola, Carbognano, Orte , Ronciglione, Tuscania , Vallerano, Vejano, Piansano, Grotte di Castro,  Roccalvecce).

Fra le cose meno viste e meritevoli di essere conosciute, segnaliamo:

LAGO DI VICO: un’area naturale protetta che si sviluppa attorno a uno specchio d’acqua, là dove sorgeva una caldarola vulcanica  http://www.parchilazio.it/vico

CENTRO BOTANICO MOUTAN (Loc. Il Pallone – Vitorchiano): per chi ama le Peonie un vero tempio sacro. Per quanto i mesi invernali siano periodi di riposo vegetativo, il centro merita comunque una visita per scoprire segreti e consiglio. Ingresso 5 euro https://www.centrobotanicomoutan.it

MUSEO DEL BRIGANTAGGIO (Cellere): un sito, carico di suggestioni ed atmosfere perfettamente riprodotte,   per comprendere uno spezzone di storia popolare che ha abbracciato un territorio vasto: dalla Maremma fino alle porte di Roma. Ingresso 2,50 euro http://www.comune.cellere.vt.it/index

PARCO VALLE DEL TREJA (Calcata): parco naturale regionale di notevole bellezza e poco frequentato. In questi boschi è stato avvistato, dopo anni, il GATTO SELVATICO, una rarissima specie di felino autoctono. http://www.parcotreja.it

SAGRE E FIERE

CARNEVALE DI VITORCHIANO: domenica 17 febbraio

CARNEVALE STORICO DI RONCIGLIONE: domenica 17 febbraio

MERCATI

MERCATO CONTADINO (Viterbo): sabato 16 febbraio

MERCATINO DELL’ANTICO (Piazzale dei Caduti – Viterbo): domenica 17 febbraio

A TAVOLA

CANATA: pane raffermo tagliato a tocchetti, mischiato a pomodori, acciughe, olio, aceto, tonno, cipolle, basilico… e chi più ne ha più ne metta

ACQUACOTTA ALLA MAREMMANA: la minestra dei “butteri” molto saporita e gustosa: patate, cicoria selvatica, cipolle, aglio, pane raffermo. Ottima la variante con il baccalà
MINESTRA DI CECI E CASTAGNA: un connubio gustabile solo in Tuscia

POLENTA IMBRACATA: un piatto dove la farina di mais si arricchisce di fagioli gialli, cotiche di maiale, Lardo o ventresca, Cipolla, Basilico, Pomodori, Olio, Sale, Pepe, Pecorino piccante

ZUPPA CON GIALLONI E L’ERBARELLE: zuppa di fagioli (gialloni) ed erbe selvatiche

ZUPPA CON LE FAVE “Scafata”: fave, cipolle novelle, pancetta, grasso del prosciutto, cotiche o zampetto di maiale, aglio, olio extravergine di oliva, polpa di pomodoro, lattuga, pane casereccio raffermo, peperoncino, menta romana fresca (o maggiorana)

ZUPPA D’AGNELLO “Giubba e Calzoni“: spalla DI AGNELLO, cipolla, aglio, carota, guanciale, peperoncino, pomodoro, patate,  olio extravergine d’oliva, pane casereccio raffermo, vino bianco asciutto, pecorino

PIGNATTACCIA: piatto di carni povere bovine, cotte molto lentamente nel coccio insieme a patate e cipolla

TESTINA CON FAGIOLI: testina di vitello al forno nobilitata dalla cottura in forno con fagioli e pomodoro

ZAMPETTI DI VITELLO: zampetti lessati accompagnati da una salsa verde piccante

CICERCHIATA: palline di farina, uova e zucchero fritte, glassate con miele e zucchero

PANGIALLO: pagnottine dolci, ottenute da farina e pasta lievitata di pane, arricchite di frutta secca, spezie, cioccolato fondente e rum

TOZZETTI DI VITERBO: gli “etruschi” all’aspetto ricordano molto i cantucci toscani, ma la variante tusciana è la prevalenza di nocciole che quì rappresentano un distretto produttivo di importanza nazionale

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